Le parole del Cav. a Repubblica
Berlusconi cerca il gioco di squadra e vede Tremonti
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha terminato da poco una "lunga e cordiale" colazione di lavoro con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Secondo una nota di Palazzo Chigi, è stato fatto il punto su tutti i problemi più attuali Leggi Quelli che litigano mentre i pm incalzano - Leggi Il pazzotico giorno del Pdl che (non) prelude al crollo - Leggi Alfano e altri pensieri sul lavoro nel Pdl di Giuliano Ferrara - Leggi Quell'unica parola che manca nell'intervista di Berlusconi dal blog Cerazade - Leggi E adesso Casini che fa? dal blog Cambi di stagione Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook
23 AGO 20

Nella lunga intervista a Repubblica Silvio Berlusconi ha dato l'annuncio tante volte anticipato dai giornali ma mai ufficializzato: "Il candidato premier del centrodestra nel 2013 sarà Alfano. Io, se potessi, lascerei già ora...". Al quotidiano diretto da Ezio Mauro il Cav. ha confermato che l'investitura dell'attuale Guardasigilli a segretario del Pdl non è solo un maquillage che non cambia la sostanza del partito. Angelino Alfano è il successore designato, e tra due anni sarà lui a guidare la coalizione di centrodestra alle elezioni politiche: "Io farò la campagna elettorale e aiuterò Angelino – dice il premier – Farò il 'padre nobile'. Cercherò di costruire il Ppe in Italia. Ma a 77 anni non posso più fare il presidente del Consiglio".
Non ci sono dimissioni in vista, anche se la voglia di lasciare c'è. Respinge le accuse di chi dice che il partito è tutto contro di lui ("Non è vero. Qualcuno cerca solo un po' di visibilità. Nient'altro"), conferma l'amicizia con Bossi ("L'intesa con Bossi è solidissima. E ho un buon rapporto anche con Maroni e Calderoli") e ricorda che "tutti quelli che si staccano fanno una brutta fine. Pensate a Fini e Casini. Quelli del Fli ormai sono inesistenti. Il loro progetto politico – una volta fallito l'assalto del 14 dicembre – è il nulla. Ero solo io il loro obiettivo". Poi l'altro annuncio a sorpresa, a dissipare le voci che lo danno come possibile candidato del centrodestra alla presidenza della Repubblica: "Al Quirinale ci andrà Gianni Letta. E' la persona più adatta. Anzi è una grande persona. E' un buono e ha ottimi rapporti anche con il centrosinistra. Avrebbe anche i loro voti".
Nel colloquio con Claudio Tito Berlusconi prende anche le distanze da Tremonti: "Lui pensa di essere un genio e crede che tutti gli altri siano dei cretini. Lo sopporto perché lo conosco da tempo e va accettato così. Ma è l'unico che non fa gioco di squadra". Sul finale, dopo avere detto che la norma "salva Fininvest" l'hanno voluta Tremonti e Alfano e non lui (e che comunque sarà riproposta in Parlamento), il Cav. torna a parlare dei giudici, protagonisti in questi giorni di diverse inchieste che vedono coinvolti uomini del governo: "E' che il partito dei giudici si sta preparando alle prossime elezioni. Tutti cercano dei meriti per farsi candidare. La loro è semplice invidia sociale". Glissa poi sulla Rai e sulla famigerata Struttura Delta ("Se fosse vero, sarebbe una struttura di coglioni. Non hanno condizionato un bel nulla") e conclude con una promessa: "Sulle tasse andiamo comunque avanti. E' chiaro che la situazione è difficile. Abbiamo cercato soprattutto di non mettere le mani nelle tasche degli italiani. Negli altri paesi lo hanno fatto". E ancora: "Fermi restando i saldi, noi la manovra la cambieremo in Parlamento".
Leggi Quelli che litigano mentre i pm incalzano - Leggi Il pazzotico giorno del Pdl che (non) prelude al crollo - Leggi Alfano e altri pensieri sul lavoro nel Pdl di Giuliano Ferrara - Leggi Quell'unica parola che manca nell'intervista di Berlusconi dal blog Cerazade - Leggi E adesso Casini che fa? dal blog Cambi di stagione